Continuiamo oggi la serie di articoli di KB andando a spiegare cosa si intende per energia reattiva e come mai talvolta vengano fatturati degli importi a titolo di penale. Nel seguente articolo verrà anche affrontato un esempio analitico, per capire come fare a calcolare l'importo di queste penali che il fornitore di energia elettrica ci fattura.

Prima di procedere, è bene tenere presente che gli articoli della categoria KB (knowledge base) sono delle piccole e brevi guide che facilitano il cliente finale nella comprensione di alcune dinamiche specifiche del mercato energetico, per tale motivo non hanno alcuna pretesa di completezza ed i temi vengono volutamente affrontati con un lessico che faciliti la comprensione anche dei non addetti ai lavori. Non sono delle guide per consulenti o dipendenti per le società di vendita che, chiaramente, hanno bisogno di un livello di approfondimento profondamente diverso.

Iniziamo definendo chiaramente cosa si intende per energia reattiva e in quale modo essa si distingua dall'energia attiva.

Energia attiva

L'energia attiva è l'energia effettivamente utile, in quanto trasformabile in lavoro. Questa è l'energia effettivamente fatturata come consumo dal nostro fornitore di energia elettrica. Comunemente è misurata in Wh (Watt-ora), ovvero un Watt di potenza utilizzato per un tempo di un'ora.

Energia reattiva

L'energia reattiva è quella parte di energia che non viene consumata immediatamente dai macchinari, ma immagazzinata per infinitesimali frazioni di tempo e poi reimmessa nella rete elettrica. Non viene fatturata (come consumo) dal fornitore ma, nel caso in cui si ecceda la soglia consentita, genera una penale per il cliente. L'energia reattiva si calcola in Varh, ovvero Volt Ampere reattiva ora.

Quando e da chi viene rilasciata l'energia reattiva?

Il rilascio di energia reattiva nella rete riguarda solitamente le apparecchiature che funzionano generando un campo magnetico, come i motori elettrici oppure le lampadine a fluorescenza (comunemente chiamate lampade al neon). Tale energia, anche se reimmessa nella rete, non può essere utilizzata da altri soggetti, anzi crea disturbo nella trasmissione dal produttore al consumatore dell'energia attiva e, per tale motivo, deve essere limitata.

La quantità di energia reattiva determina il cosiddetto fattore di potenza e viene misurata solo sulle forniture con potenza disponibile maggiore o uguale a 16,5 kW. I clienti con una potenza inferiore non sono soggetti alla fatturazione di penali, quindi hanno un contatore che non dà evidenza dell'energia reattiva.

Il calcolo della eventuale penali per l'energia reattiva, passa per il computo del fattore di potenza, così definito:

Formula cos(phi)

tenuto conto della definizione indicata qui sopra possiamo capire che il fattore di potenza può assumere valori compresi tra 0 e 1.

Energia attiva e reattiva esempio cos(phi)

A seconda della tipologia di cliente, le penali vengono fatturate quando l'ammontare dell'energia reattiva è superiore al 33% o al 50% dell'energia attiva consumata, ovvero quando il cos(phi) è inferiore a 0,9.

Il documento "TESTO INTEGRATO DELLE DISPOSIZIONI PER L’EROGAZIONE DEI SERVIZI DI TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA" è la principale fonte dove vengono identificate le regole per il calcolo delle penali.

Esempio di calcolo delle penali per supero energia reattiva

Supponiamo di essere un cliente titolare di un POD classificabile come "Punti di interconnessione tra reti in MT", con i seguenti consumi rilevati in fascia F1.

  • Energia attiva misurata = 30 kW
  • Energia reattiva misurata = 138 kVAr

Gli importi vengono aggiornati periodicamente da ARERA e, al momento, sono i seguenti.

  • Energia reattiva compresa tra il 50% e il 75% dell'energia attiva: 0,01510 €/kVArh
  • Energia reattiva eccedente il 75% dell'energia attiva: 0,01890 €/kVArh
Energia attiva - reattiva esempio penali

Prima di tutto verifichiamo il valore di cos(phi) utilizzando le misure rilevate:

Calcolo cos(phi)

Sappiamo che la penale viene fatturata quando cos(phi)<0,9 quindi dobbiamo aspettarci che ci venga fatturata una penale.

Calcoliamo i tre scaglioni di penale.

Scaglione 0

L'energia reattiva tra lo 0% e il 50% di quella attiva non genera penali, dunque

30 ·0,5 · 0,00000 = 0 euro

Scaglione 1

Il primo scaglione comprende la quantità di energia reattiva che tra il 50% e il 75% di quella attiva, ovvero:

(30 · 0,75 - 30 · 0,5) · 0,01510 = 0,11325 euro

Scaglione 2

Il secondo scaglione, che ha un importo unitario maggiore di quello del primo scaglione, comprende l'energia reattiva oltre il 75% di quella attiva, nel nostro caso:

(138 - 7,5 - 15) · 0,01890 = 2,18295 euro

Riepilogando, il fornitore di energia elettrica dovrebbe fatturarci 0,11325 + 2,18295 = 2,30 euro per penale cos(phi). Tale importo, riscosso appunto dal fornitore di energia elettrica, verrà poi consegnato alla CSEA – Cassa per i servizi energetici e ambientali.